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Gian Carozzi (La Spezia 1920, Sarzana 2008) Nel 1949
lascia La Spezia per Milano dove partecipa, presso la Galleria del
Naviglio, al “Premio Diomira” per giovani artisti al di sotto dei
trent’anni; l’opera esposta interessa Carlo Cardazzo che lo invita ad
esporre nella sua galleria. Nel 1951
è tra i firmatari del “manifesto
dell’arte spaziale” ed espone alle prime mostre del gruppo con
Fontana, Crippa, Dova, Joppolo, Peverelli, De Luigi. Nel 1950
espone alla XXV Biennale di Venezia. Nel
1952 firma il “manifesto
dell’arte spaziale per la televisione”. Nel 1957
si trasferisce a Parigi dove ritrova l’amico Joppolo. Abbandona
la pittura astratta e ritorna alla figurazione. Espone al
Salon d’Automne, des Réalité Nouvelle, Salon de Versailles e al Gran
Palais all’esposizione “Présence Européenne” e “Art
Contemporaine International” dove rappresenta l’Italia con Pomodoro,
Burri, Fontana, Capogrossi, Matta. A Parigi
conosce e frequenta Magnelli, Severini, lo scultore Signori, Poliakoff,
Emile Gilioli, Dewasne, Agam, Deyrolle. Esegue
per la I.T.T. francese pitture di grandi dimensioni per la sala del
consiglio d’amministrazione e negli stabilimenti di St. Omer, sempre per
la I.T.T., una serie di pitture murali. Nel 1979
rientra in Italia e si stabilisce a Sarzana. Nel 1984
il Comune di La Spezia gli organizza un’antologica. Nel 1986 esegue una serie di cartoni per la realizzazione di vetrate destinate alla sede centrale della Cassa di Risparmio di La Spezia. Nell'
agosto 2000 la Città di Sarzana gli dedica una grande mostra articolata
in due prestigiosi spazi in cui vengono esposte le rare opere del periodo
spaziale e della produzione degli ultimi quindici anni. Nel giugno 2002 la galleria Carelli & Fontana organizza la mostra "Gian Carozzi, 1956-1960". |
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