Lo Jus e il Giusto nel suo mondo sono l’epigrafe
evidente di questa mostra personale. Esiste, infatti, all’interno di
questo percorso espositivo, un tentativo di giungere in qualche misura
ad una giustezza, ad un luogo del decretato e del definito, dove vi sia
il massimo di giustizia e di evidenza.
Presso la galleria Cardelli & Fontana, ad alcuni
nuovi lavori di Simone Pellegrini, si affiancherà il luogo salubre del
suo retroterra culturale. Libri, immagini, parole. Non solo, quindi, un
percorso delle matrici che l’artista sedimenta e porta avanti, o uno
scarno e sterile archivio visuale, quanto piuttosto un lento denudamento
del corpo centrale del sostrato con cui l’artista interagisce
costantemente. I libri nei quali e sui quali trovano vita fisica le
matrici dei suoi lavori, disegnate, o solo accennate, a matita. Le
immagini che rientrano e che smarginano lungo il fiume culturale, lento
nell’incedere e ingombrante, che Simone Pellegrini naviga. Questo
svelarsi attraverso, per esempio, il "Cristo
deriso" del Beato Angelico ha il senso di rendere definitivamente accessibile il campo di azione del lavoro. Un
gioco a carte scoperte che deve tranquillizzare e, allo stesso tempo,
mettere in guardia circa le volontà e le diramazioni dell’opera. La
mostra presso Cardelli & Fontana, allora, si identifica come la palude
definitiva del lavoro dell’artista, antro sacro di creazione.