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Vettor
Pisani di
Mimma Pisani
L'Artista-profeta
è colui che presagisce l'ignoto restando in equilibrio sulle giravolte
del tempo. La sua opera, potenziata dal segreto alchemico, spesso fa da
guida inconsapevole da dettato dell'immaginario per la propria epoca.
L'artista-profeta
abita il luogo intermedio dell'utopia, il mondo-miraggio dello svelamento,
dove officiare la congiunzione dei contrari, dei sincretismi bizzarri tra
forme, ideologie e tempi diversi. Libera il passato oppresso dall'oblio e
dalla retorica, attraversandolo e riformandolo con energie irridenti,
dissonanti, dissacratorie. Come l'angelo di Klee, guarda all'indietro,
spaesato, stupito, forse dalla anomalia del tempo duplice o come L'angelo
della finestra d'occidente di Meyrink, indica la via della
trasmutazione, del ritorno continuo di una stessa realtà nella
mutevolezza delle forme. Questo artista, segue indubbiamente la
dottrino dell'Androgino spirituale, del Rebis (natura duplice)
che coniuga saperi, generi, cronologie in un fare illuminante, scandaloso
pulsante. Si potrebbe paragonare l'arte del presagio ad un "pensare
altrimenti", al "Andersdenken" musiliano, ad una
ricostruzione del pensiero "nel suo terribile viaggio nella modernità"
suggerirebbe Rella.
L'opera
d'arte esplode e si ricompone nel tessuto misto del passato e del futuro,
poco amando il semplice "qui e ora", bancarotta della
quotidianità imbalsamata nel banale. Vibra al contrario, come elastico
teso tra sapienza e profezia, fra tradizione e ironico scardinamento.
Conosciamo
gli assilli artistici degli anni '60/70: Perfezionarsi nell'urlo (Cioran)
mettendo a disposizione il corpo per i rituali del dolore, o rifugiarsi
nel bene sicuro di una natura da esibire e da sublimare, o continuare la
sfiancata ricerca pittorica. Vettor Pisani, in quel periodo di scelte
decisive, opta per lo studio minuzioso dei primi libri pubblicati in
Italia su Marcel Duchamp. E' folgorato dall'opera mentale, sapienziale,
esoterica, enigmatica, del maestro francese. Emergono così nel suo lavoro
i grandi temi dell'Androgino, della Verginità, delle Macchine Celibi.
L'avventura
estetica ha inizio al di fuori delle consorterie locali. Vettor Pisani si
apre un varco solitario, difficoltoso contrastato, elaborando un percorso
atipico nel labirinto dei musei dell'Arte dove sceglie e squinterna con
sapiente arroganza ed ironia, le più segrete icone di quel mondo. Si
associa a partner del passato: M. Duchamp, Y. Klein, J. Beuys, nella Grande
Opera, formata da un quartetto virtuale, alchemico-esoterico che
stravolge percorsi prestabiliti e mode dell'avanguardia italiana.
In
seguito, i suoi ideali compagni di viaggio saranno molteplici, dalla Venere
di cioccolata a Io non amo la natura, dallo Scorrevole
all'Isola azzurra, dalla Gallina dalle uova d'oro alle Quattro
dita tagliate di M. Oppenheim, dal Tavolo caricato a morte a Ger-mania,
da Il coniglio non ama J. Beuys ai Tavoli specchianti, dall'Edipo
e la Sfinge al Museo della Catastrofe con allestimenti,
sculture, collage, disegni, e memorabili performance teatrali la mappa del
percorso e illuminata da stri scintillanti quali Bellmer, Bocklin, Khnopff,
guide incomparabili. Con l'arazzo delle idee e delle opere archetipali da L'isola
dei morti ai lavori tragici sul nazismo, alle marionette sospese, ai
manichini androgini, Vettor Pisani costruisce le scene di un ideale teatro
della memoria, R.C. Theatrum. Mette in contrapposizione la verginità
dell'essere con il male assoluto, le pulsioni più oscure con i drammi
dell'umanità, lo splendore, la putrefazione della materia con la presenza
innocente e scaltra degli animali. Uno spettacolo più che trentennale
prodotto da un artista illusionista, visionario, trickster, menzognero,
mercuriale. Vettor Pisani, in sintonia con i testi poetici a lui cari,
seguendo il filo rosso del pensiero di Freud, Jung, Nietzsche,
Wittgenstein, crea un'opera che è come un blob rabdomantico, una
geometria frattale, un museo della cultura globale, un caleidoscopio di
macerie e di frammenti totalmente sistemati e ritmati in contesti bizzarri
e personali. Vettor Pisani può affermare con una frase di Wittgenstein
"Ciò che io trovo sono nuove figure".
Sfingi,
Vergini, Manichini, Marionette, Cloni, sottraggono tempo al consumo del
tempo. L'opera congelata degli artisti amati si trasforma in linguaggio
assimilato filtrato diretto nel senso d'inversioni inverosimili. La
profezia, dunque, di un'arte che si certifica come riscrittura acrobatica
della sua stessa storia, è perseguita dalle correnti artistiche odierne,
baldanzose e smemorate. Lyotard afferma che un'opera d'arte è valida se
genera futuro, ma l'arrivare a destinazione è correlato all'archeologia
del sapere. Il viaggio iniziatico, dalla prima opera alla meta della
consapevolezza è un abbandonarsi alle costellazioni dei modelli e delle
passioni. Nello scrigno della mente le immagini si smembrano e si
trasformano, si ricompongono favorendo legami parentali, affinità
elettive con altri autori, ottenendo rielaborazioni ardite, trasognate. R.
C. Theatrum è il complesso contenitore di una creatività, forse
impermissibile, nata da suggestioni culturali quali le molteplici identità
di Pirandello, di Pessoa, di Nietzsche, le figure del doppio, della
totalità. Dalle favole praghesi del Golem alla costruzione delle Macchine
Celibi, dalla Papera-lepre di Wittgenstein alla possibilità di
moltiplicare le opere, già attuata da Caravaggio a Picasso a Warhol, con
buona pace di Benjamin. Cogliamo i presupposti di un'arte che si registra
continuamente e produce cloni. L'artista, indossa la corona di cenere di
Orfeo, poichè si è voltato a guardare indietro frantumandosi. E' la
" celebrazione eccitata del frammento" (Perniola).
Dalle
biblioteche borghesiane, dalla marcita degli oscuri fondali dell'inconscio
emergono alla luce dell'attenzione, rebus, enigmi, lapsus froidiani,
compromessi faustiani, tabelline dureriane, numerologie esoteriche. La
con-fusione del se con l'Altro è tale che spesso Vettor Pisani, tralascia
la cura di biografie e di bibliografie, inventando di volta in volta
storie inverosimili. Nella ripetizione, nella clonazione, galleggiano
tracce di sogni impossibili, il bisogno di vedere l'invisibile. Natura,
anima, animali, essere, io dominante, strategie del potere, patriarcato,
sentimento della morte, ineluttabilità dello specchio che acceca con i
suoi diaboliche riflessi, lo stagno dell'inconscio, gli spettri del
passato che chiedono di ritornare sulla scena, di fronte a tutto ciò,
l'artista è colpevole o innocente? L'artista fabbrica una notte luminosa
in una notte opaca, un sogno-mare per intrappolare gli dei avversi. Con la
creazione conia una moneta dell'anima. Rottama l'io, per dirla alla Bodei,
congiunge l'io all'altro, passa dall'uniforme al molteplice facendo
saltare la cifra di riconoscimento, apprezzata dalle leggi del mercato.
Con
Vero falso d'autore, serie di opere-manifesto di fine millennio,
Vettor Pisani slitta nel cyberspazio, e la creatività artificiale,
mutante. Elaborando opere virtuali, attraversa segni, sistemi, linguaggi
della tecnologia del divenire. Lo zapping tra le immagini di varie epoche
e stili, lo situa in quella collettività che crede nell'intelligfenza
collettiva e che fa affermare a P. Lèvy : " Warhol può serigrafare,
Deridà decostruire, Baudrillard simulare e P. K. Dick edificare universi
paranoici in cui il reale è costruito a forza di illusione."
Dai
lavori iniziali progettati con gli stessi intenti ideologici, Vettor
Pisani, per velocizzare il bisogno di sincretismo di apertura a raggiera
sul sapere, reputa necessari l'uso del digitale ma anche, la conoscenza
dei testi femministi. Legge il "Manifesto Cyborg" di Donna
Haraway: "Vogliamo fare esplodere il vuoto che giace al cuore del
Panottico patriarcale."
Si
ispira a S. Cum. di Valerie Solanas. Nascono, così, opere quali Madonna
della Catastrofe, rappresentazione dell'apocalisse americana, della
clonazione sperimentata dalla Boissellier, Madonna della anoressia e
della bulimia, Una tomba per Andy Warhol, Futuro Arte Clonazione, Specchio
segreto, Lacci d'amore, sequenza di lavori dedicati a V. Woolf, Frida
in forma di poesia e altre opere ancora.
Vettor
Pisani si interessa alle bioscienze attuali, alla tematica incandescente
della clonazione vista come possibilità paradossale di fotocopiare
l'unicità. Dal suo computer emergono quadri digitali che formano una
cronopoli virtuale ballardiana dalle cartografie del reale dove l'
unheimlich (il perturbante freudiano) ciò che non è completamente
familiare, ma ci somiglia, è di casa.
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