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Fabrizio Prevedello
Rendere parole alle parole
Sarzana
30 agosto - 9 ottobre 2010
a cura di Luigi Cerutti
Questa non è esattamente una mostra, e nemmeno un progetto del tutto
definito su di un tavolo da lavoro, torniato da libri e papiri. E'
(solo) un gesto. Nelle due sale della Galleria, un incomprensibile e
subitaneo senso di montagna soggiace all'occhio e all'orecchio. Ogni
cosa è rarefatta e, come la luce e l'aria delle creste rocciose, si
concentra, d'improvviso, per colpirti. Tre video, rendono il gesto cui
Fabrizio Prevedello (Padova, 1972) si è sottoposto. Guardateli e
ascoltateli con gli occhi e con il cuore. E' un ricambio, una
sopravvivenza volontaria. Egli ha restituito alla montagna qualcosa
che le era appartenuto, che, come materia prima, prelevammo e che,
come in ogni relazione dignitosa, merita un ritorno, un gesto mai
scontato di riappacificazione e riequilibrio. Nel resto della Galleria
incontrerete altri gesti, un bivacco. Questi sono sempre i risultati
dell'uomo che, nel mentre, avrete visto scavare nei video la pietra. E
sono come i crepacci, le alture inattese, le vedute inimmaginabili, e
i lazzi del vento che la montagna offre senza che noi li chiediamo. Di
tutto questo si tratta: parole alle parole. Piccola narrazione di un
debito in via di definizione.
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1.
S.T.
2010, vetro, gesso e stucco
cm 42x38x60
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2.
Quitti
2010, ferro, marmo nero del belgio, chiodo e corda
cm 190x100x50
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3.
Fa un po' freddo ma non preoccuparti
2008, vetro, ferro, silicone e stucco
cm 35x35x28
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